LA CULTURA COME STRUMENTO: Appello dei Festival Italiani dell’Innovazione dello spettacolo dal vivo

La Cultura come strumento, è il titolo dell’Appello dei Festival Italiani dell’Innovazione dello spettacolo dal vivo lanciato con una lettera al Ministro per i Beni e le Attività culturali e il Turismo, Dario Franceschini.

Oltre 50 festival hanno aderito, proponendo in particolare che le attuali risorse previste nei bilanci di Stato, Regioni e Enti Locali siano stanziate e erogate anticipatamente al più presto possibile e che nel riprogettare le nostre attività sia permessa la massima flessibilità fino ad arrivare al superamento degli attuali parametri valutativi.” 

 

 

 

 

Egr. On. Dario Franceschini

Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

 

e p.c. Dott. Salvatore Nastasi

Segretario Generale MIBACT

 

Dott. Onofrio Cutaia

Direttore Generale dello Spettacolo MIBACT

 

Roma, 26 marzo 2020

 

 

 

La Cultura come strumento

Appello dei Festival Italiani dell’Innovazione dello spettacolo dal vivo

 

Gentile Signor Ministro,

in attesa di conoscere i decreti attuativi del Decreto “Cura Italia”, nell’urgenza di dare concreta certezza del sostegno del Ministero alla nostra attività, ci permettiamo di sottoporre alla Sua attenzione la gestione dei finanziamenti “ordinari” relativi al 2020.

Se c’è una natura primigenia che accomuna le variegate forme dei festival è quella di essere i luoghi natii della sperimentazione, culle, divulgatori, potenziatori di quei codici che negli anni a venire riempiono i teatri delle grandi città, trasformano le cose, mutano le pratiche artistiche, diventano il contemporaneo.

Per anni abbiamo garantito l’innovazione del sistema teatrale e delle arti performative e le sue relazioni con il panorama internazionale. La nostra azione di innovazione del sistema per contenuti, formule, format, sostegno alla creazione, accompagnamento delle giovani compagnie, sviluppo della creatività indipendente e dei nuovi linguaggi è sotto gli occhi di chiunque abbia conoscenza del settore.

Se c’è una cosa che festival e i collettivi artistici sanno è che come sempre -ma mai come ora- il futuro che avremo domani non sarà lo stesso che avevamo ieri (Chuck Palahniuk).

Anche per queste prerogative riconosciuteci nel tempo, sarà compito anche dei festival e degli artisti quello di ripensare cosa vorrà dire fare comunità quando usciremo da questa emergenza, e quando -per un ulteriore periodo- non sarà possibile tornare come prima alle pratiche rituali che da sempre ci vedevano gli uni accanto agli altri, nella prossimità fisica che conosciamo.

I festival possono essere dunque occasione per utilizzare l’arte e la cultura come strumenti per ripensare a nuove pratiche di condivisione utili a proteggere lo spettacolo dal vivo nei difficili momenti che verranno.

Di fronte all’eccezionale gravità della crisi in atto, alla oggettiva difficoltà a prevedere i tempi del suo superamento e allo scopo di evitare il possibile collasso delle organizzazioni, garantendo la possibilità di esercitare una funzione indispensabile nei confronti di pubblici, artisti, comunità e politiche turistiche dei territori, chiediamo che i festival possano ripensare i calendari di attività e le formule progettuali senza sottostare ai vincoli quantitativi e temporali fissati dai parametri ministeriali.

Abbiamo bisogno di grande flessibilità.

Abbiamo bisogno di poter estendere, modificare, dilatare la nostra progettazione permettendoci di onorare gli impegni già presi con artisti e compagnie italiane, garantendo comunque loro i cachet e contribuendo ad evitare che l’intero sistema collassi.

Una situazione di emergenza necessita di una capacità ancora maggiore di progettazione. I Festival sono un laboratorio di innovazione che non si limita mai ai soli 10, 20 o 30 giorni di spettacolo, ma dura tutto l’anno, accompagnando il lavoro creativo degli artisti in tutti i passaggi che vanno dall’idea all’opera, e creando nuove competenze e bisogni negli spettatori di oggi e di domani, e proprio per questa loro natura duttile e polimorfa possono aiutare l’intero sistema a reinventarsi e a ricostruire il rapporto di fiducia con il pubblico. 

Ma per poterlo fare i Festival hanno bisogno di certezze, in un momento in cui sono bloccati cercando di capire come e quando potranno sviluppare le loro progettualità devono sapere di poter riprogettare il loro futuro senza essere costretti a rapportarsi ai progetti artistici presentati prima di questa crisi sistemica.

Proponiamo quindi che le attuali risorse previste nei bilanci di Stato, Regioni e Enti Locali siano stanziate e erogate anticipatamente al più presto possibile e che nel riprogettare le nostre attività sia permessa la massima flessibilità fino ad arrivare al superamento degli attuali parametri valutativi.

È un’azione che consentirebbe ai festival, e non solo quelli che godono dei finanziamenti ministeriali, ma anche gli altri, i quali arricchiscono ulteriormente il nostro panorama culturale, di far fronte in maniera intelligente alla crisi che tutte e tutti stiamo vivendo e che ci consentirebbe di cominciare immediatamente a riprogrammare le nostre attività, per iniziare a immaginare sin da ora il panorama che verrà.

 

Tavolo coordinamento dei Festival

 

Ammutinamenti – Ravenna

Asti Teatro – Asti

Attraversamenti Multipli – Roma

Autunno Danza – Cagliari

Castel dei Mondi – Andria

Città delle Cento Scale – Potenza

ConFormazioni – Palermo

Contemporanea Festival – Prato

Cortoindanza / Logos – Cagliari

Cross Festival – Verbania

Danae Festival – Milano

Danza Urbana – Bologna

Da vicino nessuno è normale – Milano

Dominio Pubblico – Roma

Drodesera / Centrale Fies – Dro (TN)

Estate Teatrale Veronese – Verona

Fabbrica Europa – Firenze

Festival 10 Nodi – Cagliari

Festival 20_30 – Bologna

Festival delle Colline Torinesi – Torino

Festival Estivo del Litorale – Muggia (TS)

Find Danza – Cagliari

Fuori Programma Festival – Roma

Gender Bender – Bologna

Il Giardino delle Esperidi – Campsirago (LC)

Inequilibrio – Rosignano Marittimo (LI)

Inteatro Festival – Polverigi (AN)

Intercity Festival – Sesto Fiorentino (FI)

Interplay Festival – Torino

Ipercorpo – Forlì

I teatri della Cupa – Campi Salentina (LE)

Kilowatt Festival – Sansepolcro (AR)

L’ultima luna d’estate – Lecco

Mercurio Festival – Palermo

Milanoltre – Milano

Milano Musica

Mirabilia – Cuneo

Natura Dèi Teatri – Parma

Operaestate Festival Veneto – Bassano del Grappa (VI)

Orestiadi – Gibellina (TP)

Oriente Occidente – Rovereto (TN)

Orizzonti Verticali – San Gimignano (SI)

Pergine Festival – Pergine Valsugana (TN)

Primavera dei Teatri – Castrovillari (CS)

Quartieri dell’Arte – Viterbo

Radicondoli Festival – Radicondoli (SI)

Santarcangelo Festival – Santarcangelo di Romagna (RN)

Short Theatre – Roma

Teatri di Vetro – Roma

TenDance – Latina

Terreni Creativi – Albenga (SV)

Terreni Fertili – Gualtieri (RE)

Testimonianze ricerca azioni – Genova

Tramedautore – Milano

Trasparenze – Modena

Wonderland Festival – Brescia