Swans Never Die

Materiali utili

Swans Never Die è il progetto che invita 10 giovani coreografi e coreografe a rileggere in chiave contemporanea il repertorio classico de La morte del cigno, coreografato in origine da Michel Fokine per Anna Pavlova nel 1905 e considerato un pezzo fondamentale della storia della danza del XX secolo.

Progetto in rete

Cosa resta oggi di un’opera coreografica considerata una pietra miliare della storia della danza occidentale dell’inizio del XX secolo? In che forme e in quali corpi è sopravvissuta nel tempo? Chi ne raccoglie l’eredità e perché? In quali contesti culturali e geografici può riemergere? Come è stata trasformata dalle molte rivisitazioni susseguitesi nel corso di oltre un secolo? Come risuona nei coreografi di oggi e che valori può trasmettere in futuro?

L’obiettivo

È un progetto condiviso e promosso da una rete di soggetti che ha deciso di unire idee e progettualità e che tra il 2021 e il 2022 proporrà una programmazione congiunta (in presenza e online) fatta di spettacoli, workshop, incontri, webinar e residenze artistiche per invitare il pubblico a scoprire le diverse possibilità di mettersi sulle tracce di un classico grazie alle sue riletture contemporanee. Seguendo le tappe di questo viaggio tra storia e memoria lo spettatore avrà modo di scoprire un’opera coreografica del passato e le molte forme di esistenza della danza nel tempo da quando fu coreografato per la prima volta nel 1905. 

Partner del progetto

Fondazione Piemonte Dal Vivo, APS Arcigay Il Cassero di Bologna, Comune di Bassano del Grappa, Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, Triennale Milano Teatro (Fondazione CRT/Teatro dell’Arte), Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali – Università Ca’ Foscari Venezia, DAMS – Università degli Studi di Torino.

 

I progetti dei partner

 

Peso Piuma

di e con: Silvia Gribaudi
musica: Nicola Ratti
coproduzione: Associazione Culturale Zebra

 

Swaën

coreografia, danza: Camilla Monga

musica: Filippo Vignato, Emanuele Maniscalco

disegno luci, allestimento scenico: Camilla Monga

consulenza tecnica: Walter Ballini

coproduzione: Associazione Culturale VAN 

 

L’Animale

di: Chiara Bersani

con: Veronica Tulli scena,

luce: Valeria Foti

con la collaborazione: Richard Gargiulo, Sergio Seghettini

drammaturgia vocale: Francesca Della Monica

accompagnamento alla drammaturgia: Giulia Traversi

accompagnamento alla creazione: Marco D’Agostin, Elena Giannotti

promozione, cura: Giulia Traversi

supporto al processo creativo: Federica Della Pozza

logistica, organizzazione: Eleonora Cavallo

amministrazione: Chiara Fava

 

Open Drift

coreografia, luci, costumi: Philippe Kratz

performer: Antonio Tafuni, Nagga Baldina

musica: Borderline Order  

 

La morte del cigno

di: Marius Petipa

con: Virna Toppi

 

Living like I know I’m gonna die

di Collettivo MINE

coreografia, invenzione e danza: Francesco Saverio Cavaliere, Fabio Novembrini, Siro Guglielmi, Roberta Racis, Silvia Sisto

suono: F. De Isabella

styling: Ettore Lombardi

foto e video: Tonia Laterza

 

Peso Piuma – collective

di: Silvia Gribaudi

con: Lisa Mariani, Nadja Guesewell, Viola Scaglione, Luca Tomasoni, Flavio Ferruzzi – Balletto Teatro di Torino

 

Momento

un progetto di: Stefano Mazzotta

con: Stefano Mazzotta, Amina Amici – Zerogrammi

 

What I am is already gone – Per corpo affaticato

di: Daniele Ninarello – Codeduomo

con: Ornella Brero

sguardo esterno: Francesca Dibiase

 

Bright Feathers

ideazione e coreografia: Raphael Bianco

con: Fabio Cavaleri, Vincenzo Criniti, Cristian Magurano – Egribiancodanza

Scopri gli altri progetti speciali

Fuoco Fauno

Fuoco Fauno

Fuoco Fauno è un progetto speciale realizzato in rete da Gender Bender, Fondazione Piemonte dal Vivo / Lavanderia a Vapore, Teatro Stabile dell’Umbria che esplora e rimette in scena la figura del FAUNO nella danza, a partire dalla sua prima apparizione nel 1912 con l’Après-midi d’un faune di Vaclav Nižinskij. Oggi il Fauno è ancora un serbatoio inesauribile di immaginari per interrogare il nostro presente: dalle questioni identitarie e di genere al rapporto tra umano e animale, dalla relazione con la natura e l’ambiente – che con urgenza siamo chiamati a rinegoziare – allo scambio possibile tra repertorio classico e sperimentazione di nuovi linguaggi artistici.

Portici Festival – Heritage meets Creativity

Portici Festival – Heritage meets Creativity

Nel 2023 Gender Bender ha portato a Bologna la compagnia internazionale Igor x Moreno, il coreografo italiano Daniele Ninarello e la coreografa olandese/tedesca Patricia Carolin Mai per la produzione di tre spettacoli di danza. I lavori sono stati frutto di un processo laboratoriale di co-creazione orizzontale con tre gruppi di persone del territorio bolognese di ogni età, con e senza esperienza di danza.

Crisol

Crisol

5 dance-artist provenienti da 4 Paesi (Italia, Macao/Taipei, Kuala Lumpur, Singapore) lavorano insieme attorno ai temi di genere con i linguaggi della danza contemporanea, condividendo la propria ricerca e, allo stesso tempo, contestualizzandola all’interno della loro formazione personale e del loro ambiente culturale. l progetto prevede sessioni di lavoro e scambio tra i dance artist nei diversi Paesi partner. La prima tappa del progetto è a Bologna in occasione della ventesima edizione di Gender Bender.

Performing Gender – Dancing in your shoes

Performing Gender – Dancing in your shoes

Performing Gender crede fermamente che il genere, la sessualità e le identità LGBTQ+ possano essere esplorate attraverso il linguaggio della danza e l’impegno locale della comunità. La terza edizione del progetto europeo ha coinvolto 225 persone delle rispettive comunità locali in un processo orizzontale di formazione e produzione artistica per mettere in primo piano le voci marginali delle comunità di riferimento. Con un’ottica intersezionale si è voluto dare risalto a temi come diseguaglianza, etnia, classe, disabilità, ambiente ed economia.  

Teatro Arcobaleno

Teatro Arcobaleno

Teatro Arcobaleno è un progetto in rete che dal 2014 utilizza i linguaggi delle arti performative per un’educazione alle differenze. Offre ogni anno spettacoli di teatro e di danza, laboratori e workshop a infanzia e adolescenza, a insegnanti, famiglie, studenti universitari, educatori, educatrici, operatori e operatrici sociali. Vuole dare un contributo alla costruzione di una società più ricca e accogliente sotto il profilo umano, sociale e culturale, in cui le differenze, legate in particolare alle identità di genere e di orientamento sessuale, siano portatrici di un valore per tutti e tutte.