USCIRE FUORI!
La fotografia come strumento di testimonianza, affermazione e visibilità queer in Italia
A cura di Emanuele Carlenzi e Martina Cavalli

Attraverso la presentazione del volume, a cura di Emanuele Carlenzi, dedicato alla storia del FUORI! – Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano (1971–1982) e costruito a partire dalla prima ricognizione dell’Archivio Fotografico della Fondazione FUORI! di Torino, l’incontro intende porre al centro della riflessione il medium fotografico come strumento di testimonianza, visibilità e resistenza per la memoria queer, mettendo in dialogo storia dell’arte, studi di genere e attivismo. In questo quadro, i fondi fotografici conservati negli archivi impegnati nella tutela e nella valorizzazione della memoria LGBTQIA+, assumono una posizione centrale, configurandosi come dispositivi attivi di resistenza, nei quali identità e affermazione collettiva si intrecciano e si producono.
L’evento si inserisce nell’ambito del progetto FUORI fuoco! Manifestazioni, luoghi, persone (Edizioni ETS), sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che vede come partner culturali il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e il Centro di documentazione Flavia Madaschi Cassero LGBTQIA+ Center.
Date per questo evento:
Ingresso gratuito
Accessibilità
Note biografiche
Emanuele Carlenzi (Roma, 1992) è uno storico della fotografia e dell’arte italiano. Ha conseguito la laurea in Storia dell’Arte Contemporanea e la laurea magistrale in Critica d’Arte (2017) presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Successivamente, ha preso parte al programma curatoriale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e ha intrapreso un dottorato di ricerca in Storia della Fotografia presso la Scuola IMT Alti Studi Lucca. Nel 2022 è stato inoltre research scholar a Londra, presso l’History and Theory of Photography Research Centre della Birkbeck University of London. La sua attività di ricerca si concentra principalmente sulla storia e sulla teoria della fotografia artistica in Italia, analizzando in particolare i dibattiti critici e le esposizioni fotografiche a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Un filone centrale dei suoi studi riguarda le intersezioni tra le immagini, la memoria, le soggettività LGBTQIA+ e le pratiche di archiviazione.
Martina Cavalli è una curatrice, storica dell’arte e accademica italiana. Nata a Modena nel 1993, ha conseguito una laurea triennale in Lettere Classiche presso l’Università di Bologna (2016) e una laurea magistrale in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (2019). Ha inoltre frequentato il corso per curatori CAMPO della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. La sua ricerca si concentra principalmente sulle relazioni tra i movimenti femministi e l’arte contemporanea in Italia. Parallelamente, ricopre il ruolo di Academic Fellow e assistente alla didattica presso l’Università Bocconi di Milano, dove insegna corsi legati alla mediazione culturale e all’economia e ai mercati dell’arte contemporanea. Ha collaborato con istituzioni museali quali il Castello di Rivoli e il Museo MADRE di Napoli, occupandosi in particolare dell’organizzazione dell’archivio romano dell’artista Tomaso Binga. Co-cura inoltre la Giornata di Studi sulla Critica d’Arte presso il MAMbo di Bologna e ha lavorato come gallery manager tra il 2019 e il 2021.




